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IV: DIZIONARIO ETNOLOGICO BOLIVIANO

La Bolivia é il paese che vive al centro del continente latino-americano. Confina con il Perú ed il Brasile al Nord, con l' Argentina al Sud; con il Cile verso il versante del Pacifico e con il Paraguay verso il versante dell' Atlantico. La sua estensione é di 1.098.581 kilometri quadrati, con una popolazione di quasi 7. 000.000 di abitanti. Il suo territorio inizia da un lato con la catena delle Ande e dall' altro con le grandi pianure, intramezzate da colline e solcate da grandi corsi d' acqua, che vanno a terminare al Madeira, affluente del Rio delle Amazzoni.

La sua popolazione umana primitiva fu originata da gruppi, che scesero dallo stretto di Bering e da quelli che, su scala minore, arrivarono, per via del mare, alle coste peruviane e cilene. Si considera che,12.000 anni A. C., tutto il continente latino-americano era abitato e che le conformazioni etniche piú antiche ebbero inizio 7.000 A .C. Anche le succesive migrazioni, che provenivano dai cammini delle montagne o dei fiumi, hanno collegato sempre la Bolivia alle grandi tradizioni, legate agli universi socio-culturali delle Ande e dell' Amazzonia.

La suddivisione etnica attuale del paese racchiude un 60% di popolazione indigena, che vive nelle selve orientali e negli Altopiani; le denominazioni di quest' ultime includono una ventina di differenti "nazionalitá"; per il 50% di queste, la vita é adesso lotta di sopravvivenza. Il Cattolicesimo é stato per tutte, il primo contatto con il Cristianesimo; ultimamente si assiste ad una "invasione" di sette del Nord, che rompono non solo l' unitá religiosa ma anche culturale e politica.

Abarcas . Sandali di uso indigeno (e popolare).

Alabanzas . Voce che deriva dal verbo spagnolo alabar e che significa "attribuire onore". Pertanto: canti in onore a Dio, alla Madonna ed ai Santi. Nella para-liturgia si sono tramandati canti "fissi" per le feste del Natale, della Santa Croce e della Pasqua.

Alcaldía . Municipio, che é istituzione civile importata dagli Spagnoli e parte dell' istituzionalitá ad extra delle comunitá (cfr. Comunario ).

Amaru . Serpente. Raffigurazione della fertilitá legata alle connessioni d' acqua del sottosuolo e raffigurazione della continuitá tra i differenti "piani ecologici" (cfr. Pacha ). É simbolo del potere dell' Inca.

Arawak. Popolazioni originarie delle regioni orientali, che abitavano in estese pianure di boschi cedui e dedite soprattutto all'agricoltura intensiva. Negli attuali territori del Beni, per salvare i raccolti dalle periodiche alluvioni, avevano costruito canali di drenaggio e terrapieni artificiali, che salvaguardavano i terreni coltivati.  

Ayllu . Definizione dell' unitá dell' habitat umano nelle Ande, che include territorio, persone ed attivitá specifiche (cfr. Pacha ). 

Aymara . Popolazione originaria degli Altopiani delle Ande. Ha occupato sempre l' attuale versante boliviano delle stesse. La Cittá-Stato di Tihuanaco ne é stata la massima espressione socio-culturale e politica dal 500 A .C fino al 1.100 D.C., allorché sparí per cause ancora sconosciute. Fu una civiltá che si estese, nel suo periodo imperiale (dal 800 D.C), fino alle pianure argentine. Dopo Tihuanaco, sopravvennero i Regni Aymara, che erano suddivisioni territoriali della precedente configurazione socio-politica; dureranno fino all' arrivo degli Inca negli anni dopo il 1450.

Brujo . Piú che quella di indovino gli é propria la connotazione di colui che sa di medicina; conosce le pratiche curative e soprattutto l' uso delle erbe.

Cacharpaya. Ai sette giorni della morte, l' anima lascia il mondo dei vivi per ritirarsi nel mondo dei defunti. Prima di andarsene, saluta con gesto d' addio la comunitá nella quale ha vissuto. Tale "addio" é ancora teatralizzato nelle comunitá piú tradizionali delle Ande. In aperta campagna, improvvisamente appare un personaggio coperto da un lenzuolo bianco, che non si lascia toccare dai pochi presenti e che si allontana correndo fino a sparire agli occhi di tutti. Nelle festa del Carnevale di Oruro, i significati della chacharpaya si manifestano in situazione contraria: sono le persone che danno l' "addio" ai Mallku (cfr. Mallku ). La prima situazione non sará elaborazione cattolica della seconda, che risulta essere piú originaria delle Ande? Essa, infatti, puó corrispondere al fatto evangelico: dopo la sua morte, Gesú apparve ai discepoli e si allontanó da loro ascendendo al cielo. 

Calvario . Elaborazione cattolica della nomenclatura del territorio dei santuari, prima indigeni. Nella mentalitá indigena, i monti hanno connotazioni di tipo sessuale. Il Calvario é la trascrizione cattolica della montagna che si contrappone a quella che é dedicata alla Vergine. Calvario , a volte, indica la presenza di un "cimitero ancestrale".

Campesino. É persona del mondo agricolo. Il termine si é sviluppato dopo la Rivoluzione Nazionale del 1952, che concesse il voto univerale, generalizzó il sistema educativo e dette le terre ai campesinos , togliendole ai terratenientes. Pertanto, campesino puó sottindendere anche realtá indigena. La denominazione ha acquisito anche peso politico, legato ai sindacati agrari, che, per difendere i loro diritti di proprietá della terra, si trasformarono in gruppi armati nel primo decennio "rivoluzionario" (cfr. Comunario ).

Capilla. Cappella; maestro di cappella, applicato ai musici.

Capitán . É la spagnolizzazione del termine indigeno di cacicco. Ogni nucleo umano é rappresentato da un capitán, il quale a sua volta fa capo ad un Capitán Grande, che é punto di unione di piú comunitá .

Carayanas. Denominazione applicata, nell' Oriente boliviano, ai bianchi, definiti persone astute, cattive e prevaricatrici.

Cargadores. Persone indigenti che, per aver di che cibarsi, vendono la propria forza fisica. La letteratura boliviana li evoca come espressione della fatica del vivere e dello sfruttamento "dell' uomo per l' uomo". É normale vederli, stracarichi di qualsiasi tipo di cose, nei mercati popolari.

Ch'alla. É il gesto con il quale si ringrazia. É tradizione che allorché si termina un lavoro di una certa importanza lo si festeggi offrendo un pranzo a coloro che hanno collaborato ad esso. É anche il gesto con il quale si ringrazia la Pachamama , condividendo con lei i frutti della terra (soprattutto se si tratta di bevande alcooliche). IL significato di "offerta" é l' espressione concreta del "ringraziamento" (cfr. Pachamama). 

Chapaco. Denominazione di meticcio della regione di Tarija.

Chaqueño. Abitante del Chaco, territorio che collega la Bolivia con l' Argentina, il Paraguay ed il Brasile.

Chipaya. Popolazione che vive nelle zone piú impervie e solitarie: a 4.000 metri di altezza nelle Ande e nelle acque del Titicaca su isole galleggianti. Alcuni autori li presentano come una "contraddizione antropologica", considerandoli di cultura d' acqua, e quindi di origine amazzonica e non delle Ande.

Chiriguanos. Popolazione del Chaco boliviano di origine Tupi, che inizió l' ethos migratorio muovendo dalle coste atlantiche ed integrandosi, poi, con i Guaraní del Paraguay. Nella lotta con gli Incas delle Ande ricevettero una denominazione dispregiativa: "coloro che sono morti di freddo" (nelle alture del Cusco). Piú consona é l' etimologia di origine guaraní di chiriguanaes o chirionos , che li indicava come "coloro che sono passati alle regioni fredde" (delle Ande rispetto alle pianure assolate del Paraguay).

Colonia . É riferimento alla presenza spagnola, che inizió nel continente latino-americano con l' arrivo di Cristoforo Colombo. In Bolivia, gli Spagnoli arrivarono nel 1538. Da questa data fino al 1825,la storia della Bolivia é definita "coloniale". Le connotazioni, che le si danno, sono di vassallaggio, creato dal mondo occidentale sulle popolazioni originarie. Dall' indipendenza, avvenuta nel 1825, il nome di Bolivia fu voluto da Simón Bolivar. Nel momento coloniale, il nome che la indicava era quello di Alto Perú o terre dell' Audiencia de Charcas; quest' ultimo era il tribunale rappresentante il Re di Spagna con sede nell' attuale cittá di Sucre.

Comunario. Persona facente parte di un raggruppamento rurale e, pertanto, sottomessa alle norme di quella stessa comunitá. Connota una dimensione indigena di vita, piú ampia ed articolata di quella di campesino. Quest'ultima indica colui che ha un titolo di proprietá di terre. Non cosí il concetto di comunario che corrisponde a quello di "residente in..." (cfr. Campesino ).

Conquista. Si riferisce al momento militare del fatto coloniale. Fu momento segnato dall' uccisione dei principali capi indigeni ed é ricordato sempre come violenta spoliazione di diritti degli indigeni.

Corregidor . É parte della nomenclatura giuridica e del sistema di autoritá imposto dagli Spagnoli. É il responsabile della comunitá secondo il sistema civile-politico statale ( e non della comunitá in quanto governo interno; cfr. Capitán ).

Cueca. Ballo molto popolare in tutta la Bolivia delle Ande. I suoi movimenti sono di coppia o di piú coppie tra uomo e donna, che é pratica molto lontana dalla tradizione indigena per la quale i balli sono sempre di gruppo.

Curandero. Termine spagnolo per indicare azioni curative, esercitate a livello popolare (cfr. Brujo ).

Departamento . Sono le grandi regioni, delimitate dallo Stato. Includono una cittá, definita cittá-capitale ed il suo retroterra agricolo come fatto unitario in quanto a iniziative civili e politiche.

Encomiendas . Erano le grandi estesioni agricole, assegnate ad un unico proprietario e legittimate dal potere coloniale (mantenute vigenti anche nella legislazione della Bolivia indipendente), che trasformarono gli indigeni in braccianti.

Escuelas de Cristo (Scuole di Cristo) . É l' organizzazione scolastica, nel senso ampio dell' educazione, fondata per P. Giuseppe Zampa nelle campagne di Potosí nel 1907 e quindi tra gli indigeni. Dato il momento storico, massonico e liberale della Bolivia, e socio-economico particolare degli stessi indigeni (che erano solamente e tutti braccianti della terra -cfr. peones e encomienda- ) furono presentate come pura iniziativa religiosa, scaturita dell' Enciclica Rerum Novarum di Leone XIII . Attualmente sono sparse in quasi tutto l' Altopiano delle Ande. Si tratta di un'esperienza scolastica molto originale, che ha integrato educazione e comunitá.

Golpe . Colpo di Stato. Si indica l'insorgenza armata, che interrompe una situazione democratica di governo costituzionale.

Inca . Inca significa "capo" nella lingua quechua. Di lí la spagnolizzazione in " incas " delle popolazioni del Cusco, che passarono in Bolivia negli anni immediatamente dopo il 1450. La cultura degli Incas, che integró le precedenti civiltá, aveva raggiunto perfezioni politiche, sociali, tecniche ed artistiche.

Inti . Sole. L' ideologia e la cultura incaica identificavano l' Inca con il sole e la Ñusta (sua sposa) con la luna.

Llajta . Concetto di "patria", considerata come ambiente vitale.

Macheteros. Parola che deriva da machete, il lungo coltello che serve per districare il cammino nelle selve. I macheteros sono passati nella cultura boliviana per indicarne i balli piú solenni, che si danzano nelle regioni dell' Oriente in tempi liturgici differenti. Sicuramente rappresentano una tradizione di personaggi "guerrieri" delle comunitá indigene; pertanto, erano coloro che le guidavano e le difendevano.

Mallku . Deitá agricole, legate alla vita delle comunitá in quanto gruppo umano. Sono antropomorfizzazioni, che inneggiano alla sicurezza (il Serpente), alla forza (il Condor) ed alla fertilitá della terra (il Rospo). 

Misiones. Le missioni. Si indicano con tale termine i territori, normalmente periferici dello Stato Centrale e definiti "ad barbaros", nei quali operarono i padri Gesuiti ed i frati Francescani. Con loro nacque l' esperienza delle Riduzioni (cfr. Reducciones ).

Mit'a. Voce quechua. La mit'a era l' organizzazione del lavoro forzato nelle miniere. Gli indigeni, da varie parti dell' impero coloniale, erano trasportati a Potosí per il lavoro nelle gallerie del sottosuolo. É emblema di sofferenza e di sfruttamento dell' "uomo per l' uomo".

Ñusta. Sposa dell' Inca e culturalmente identificata con la luna come parte femminile della fertilitá non solo sessuale ma anche sociale. 

Pacha. Terra. Nella tradizione culturale delle Ande, il territorio é suddiviso in "piani ecologici". In realtà, questi corrispondono alle varie altezze, che hanno una differente produttivitá: le patate nelle zone alte, i cereali nelle zone mediane e la frutta nelle zone basse. Il fatto che le feste corrispondano ai mercati locali e regionali manifesta la dinamica degli scambi dei beni agricoli secondo i "piani ecologici".

Pachamama. Dea della terra. Esprime bontá, fertilitá ma anche malumore. É gesto tipico del mondo delle Ande: prima di bere liquidi versarne alcune gocce per terra per ringraziare o placare la Pachamama per azioni da lei non approvate. Nel cattolicesimo popolare la Pachamama é identificata con la Madonna.

Paja brava. Erba che vive a 3.000 metri e piú di altezza. Per i raggi solari e per il fatto di essere sbattuta dal vento appare di color giallastro. É alimento dei camelidi, che vivono nelle Ande (lama e vigogne) e serve anche per il fuoco.

Parcialidades. Corporazioni di lavoro o parti delle geografia umana.

Pasante. É l' incaricato dell' organizzazione e delle spese inerenti ad una festa. Al concludersi di una festa si nomina colui che sará pasante delle stessa nell' anno seguente. 

Payaso. Letteralmente pagliaccio. Nelle feste, la sua figura personifica ció che si deve lasciare e rappresenta l' elemento perturbatore della vita comunitaria. La relazione con l' immagine del diavolo non é mai diretta.

Peones. Braccianti contrattati per un lavoro. Indica anche una condizione di "dipendenza" esistenziale in quanto a sussistenza di vita, condizionata dai voleri di un padrone.

Poncho. É parte del tipico vestito dei campesinos, formato da un' unica tela con apertura al centro (per farvi entrare il capo). Copre le spalle e cade fino alle ginocchia, lasciando liberi i movimenti delle braccia. É fatto con tessuti originali delle Ande;é molto resistente ed impermiabile alle intemperie. Molti simbolismi delle Ande sono stati tramandati dalle raffigurazioni ricamate sui pochos. 

Promesantes. Sono i devoti che hanno fatto una "promessa" alla Madonna o ad qualche Santo (di ballare in suo onore per un numero di anni o compiere qualcosa che sia loro gradito).  

Quechua. Configurazione socio-culturale delle Ande, originaria del versante peruviano delle stesse. Lingua degli Inca , che passó con loro nella parte attualmente boliviana. La sua divulgazione maggioritaria rispetto all' aymara fu dovuta alla presenza incaica ma anche all' azione missionaria cattolica, preoccupata di omogeneizzare il fattore linguistico.

Reducciones. Definizione di luoghi e delle metodologia missionaria dei Francescani e dei Gesuiti. Fu un' esperienza, che uní cristianizzazione ed apporti tecnico-culturali occidentali.

Retablos. Si tratta di complessi architettonici "a muro" in legno dorato, che raffigurano attraverso le attitudini delle immagini e le immagini stesse i misteri della Fede. Ebbero un grande sviluppo nel momento del barocco spagnolo. Normalmente servono come coreografia per altari maggiori e laterali.

Rezadores. Rezar significa pregare. É tradizione delle Ande che il povero goda di speciali attenzioni presso Dio; pertanto a loro si domanda di pregare, dietro compenso volontario, per le anime dei defunti e per ottenere grazie. Li incontri alle porte delle Chiese e nei mercati popolari.

Tihuanaco. Cittá-Stato, sviluppatasi (dal 500 A .C fino al 1.100 D.C.) a poca distanza dal lago Titicaca. I suoi resti sono imponenti e sono venerati come santuario dalle popolazioni aymara e quechua .

Tinku. Gioco che si realizza tra due contendenti, rappresentanti di comunitá differenti (o di differenti parti della stessa). Si osserva una lotta che, a volte, inizia con il voler ferire alla gambe ed alle braccia il nemico con lunghi lanci di frusta. L' obiettivo é quello di irrorare la terra con il sangue in onore alla Pachamama. La lotta puó concludersi in lotta generalizzata tra le comunitá. Il Tinku é elemento proprio della cultura della Ande e legato al concetto delle opposizioni, che generano fertilitá di vita, individuale e comunitaria.

Tipoy. É la lunga tunica, senza maniche che era il vestito delle reducciones. Le donne la vestono ancora nelle feste.

T' ola. Alberello a forma di cespuglio delle zone fredde, superiori ai 3.000 metri d' altezza. Serve di alimento agli animali e per il fuoco.

Tonada. Modelli musicali fissi, che corrispondono a tempi liturgici differenti: Pasqua, Natale, mese del Rosario e feste della Santa Croce. 

Totora. Giunco che si sviluppa nelle rive dei laghi delle Ande e con cui si confezionano piccole e grandi imbarcazioni. Sono famosi i navigatori del Titicaca. Ancora piú famosi gli abitanti del lago Titicaca (parte peruviana) che con i giunchi hanno costruito isole galleggianti, dove vivono di pesca e raccogliendo frutti agricoli che seminano su terrazze artificiali.

Valluna. Abitanti e vallate delle Ande. Sono territori che godono di buon clima essendo compresi tra un altezza che va dai 1.000 ai 2.500 metri.

Zapateo. Ballo in gruppo. Il ritmo é mantenuto dal battito sincronico dei piedi.

 

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