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La dinamica del templo vuoto opera, pertanto, un' azione negativa e, nel migliore dei casi, di rimando; lo stesso che, secondo noi, ha spogliato di indicazioni socio-politiche la "terra senza male". La sua traduzione in loma santa riflette come in uno specchio la realtá solitaria ed assolata di un desiderio, che produce una dinamica simbolica esclusivamente mentale. francescana agli inizi del nostro secolo.


Qui piú che la memoria evangelica, i gesti erano concreti ed imperniati sugli apóstoles e mamás. Erano loro che stabilivano una connessione diretta con l' abbondanza e la festa, espressa nel templo e che riproponevano come istituzione nella visibilitá della piazza, i cui dintorni erano resi vuoti per la cena degli apostoli.


Per mio desiderio, sono presenti i macheteros; non vestono piú il tipoy; il casco di piume, musica, movimenti ed espressioni sono immutabili.


Il corpo é avvolto in una tunica color marrone, tessuta a mano. La cintura ai fianchi la divide in due: ampia sul petto e piú stretta nella parte inferiore. Le braccia provocano movenze di pieghe senza scomporre la loro immagine ieratica ed umile .


Anche se l' organizzazione é quella di una processione alla Vergine, in realtá si procede come in una sfilata di offerte antiche: le ricchezze passano per la piazza, arrivando da tutte le regioni del impero incaico in dono alla coppia reale: al sole ed alla luna. Il significato piú profondo é precisamente questo: i frutti del lavoro agricolo e delle miniere sono presentati alle divinitá. Il sincretismo mette insieme Madonna/Inti (sole), Cielo/Averno e Nazionalitá/Stato.


Avanzano, pesanti di ricchezza, con una maschera immensa che scende fino a metá corpo, rotonda e rigida, che li copre fino ai piedi. I loro passi piú che un ballo sono un muoversi ritmato. I Mallku, disegnati sui loro costumi, li legano al mondo antico ed alla condizione indigena di condannati ai lavori forzati. La loro musica é una melodia, ritmata dal suono dello strumento che rappresenta il loro lavoro e che, con il movimento del braccio, fanno girare sulle le mani. I ballerini sono numerosissimi. Lo splendore dei costumi colora tutto lo spazio della piazza; spariscono camminando lentamente, sepolti da sofferenze
recondite.

Dalla croce del Calvario, il posto piú alto della geografia del luogo, osservo lo spuntare del giorno. Un colore rosso leggero si dilata nell' orizzonte, trasformandosi poi in azzurro tenue. I musici ripetono con vigore i canti e la piazza é tutto un ballo. L' annuncio degli albori del giorno ha provocato un canto di allegria che invoca la Madonna come "stella del mattino" che separa il giorno dalla notte.

 

 

 

Il gioco tra chiaro/oscuro si visualizza nel Socavón, spelonca di superficie che é incontro di luce/ombra .


Come vivremo senza l' Inca, nostro signore.

É realtá o solo sogno

che il grande albero é stato abbattuto?

Che dobbiamo fare adesso

senza il nostro Inca?

Tutto si oscura
come nube nella bufera.

 

 

 


Un' altra manifestazione di religiositá popolare si realizza nella festa di San Rocco nella cittá di Tarija, nei giorni che vanno dal 16 Agosto al secondo martedí di Settembre. Si ritorna al concetto di "protezione". Senza dubbio, peró, il complesso dei significati religiosi non insiste nell' invocazione come nel caso della festa di Chaguaya. San Rocco é soprattutto compagno di strada, che solidarizza con i suoi promesantes.

 


Le tombe sono adornate con immagini dell "albero della vita" (con piante e germogli di frumento) e con saporosi frutti. I fiori, in questo caso, non hanno un significato di circostanza ma sono riferimento diretto alla Resurrezione, che ha per emblema la rosa, la quale fiorisce nel tempo di Pasqua.


Lorenzo Calzavarini ofm. Centro Ecclesiale di Documentazione, convento San Francesco, Tarija

 

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